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VoIP 2 settembre 2026 8 min di lettura

Switch off della rete in rame: cosa deve fare la tua azienda prima dello spegnimento

Il calendario reale dello spegnimento delle centrali in rame, gli apparati dimenticati che smettono di funzionare e il piano di migrazione in 6 passi per non restare senza telefono.

25 mag. 2024
l'avvio dello switch off con la dismissione delle prime 62 centrali
6.700
le centrali in rame previste in dismissione entro il 2028
2030-2031
l'orizzonte del piano di spegnimento approvato dall'AGCOM
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Lo switch off della rete in rame è l’argomento telco più annunciato e meno affrontato del decennio. Annunciato per anni, rinviato mentalmente ogni volta, produce oggi un effetto molto concreto: aziende che scoprono che il fax, il POS o il combinatore di emergenza dell’ascensore non funziona più, senza aver ricevuto un avviso che abbiano saputo interpretare.

La difficoltà non è tecnica — migrare la telefonia aziendale all’IP è ormai semplice. È la forma del calendario: non esiste una data nazionale. La dismissione avanza centrale per centrale, e ogni azienda ha la propria scadenza.

Questa guida dà il calendario reale, l’elenco degli apparati che cadono e il piano di migrazione nell’ordine in cui va eseguito.

25 mag. 2024avvio dello switch off, prime 62 centrali
6.700centrali previste in dismissione entro il 2028
2030-31orizzonte del piano approvato dall'AGCOM

Rame, ISDN, analogico: rimettere le parole al loro posto

Tre termini circolano e vengono usati l’uno per l’altro. La confusione ha conseguenze pratiche, quindi conviene chiarirla subito.

  • La linea analogica è il servizio telefonico storico: quello in cui ogni chiamata apre un circuito dedicato e la linea porta con sé la propria alimentazione.
  • L’ISDN è la versione digitale della stessa rete, molto usata dalle aziende per collegare il PBX. Subisce la stessa sorte.
  • La rete in rame è l’infrastruttura fisica: le coppie che vanno dalla centrale fino al tuo locale. È quella che chiude, e la sua chiusura si porta via tutto ciò che ci viaggiava sopra, ADSL compresa.

Detto altrimenti: la fine dell’analogico e lo switch off del rame sono due tappe dello stesso movimento.

Il calendario reale

La dismissione avanza per lotti di centrali. Il primo lotto, avviato il 25 maggio 2024, ha coinvolto 62 centrali in 54 comuni di 11 regioni. Da lì il ritmo accelera: l’AGCOM ha autorizzato la dismissione di oltre 1.300 centrali entro fine 2025, il programma prevede di arrivare a circa 6.700 chiusure entro il 2028, e il piano si estende fino al 2030-2031.

Cosa devi sapereQuando accade
Non puoi più attivare nuove linee in rameGià in vigore nelle aree interessate
Non puoi più spostare né far evolvere l’esistenteChiusura commerciale della tua centrale
Le tue linee analogiche e ISDN smettono di funzionareDismissione tecnica della tua centrale
Piano di spegnimento completatoOrizzonte 2030-2031

Cosa smette di funzionare, e che nessuno ha inventariato

Nella quasi totalità delle migrazioni andate male, il telefono non era il problema. Erano gli apparati collegati a una presa telefonica che nessuno associa più alla telefonia.

ApparatoCosa succede allo spegnimentoSoluzione abituale
Combinatore di emergenza ascensoreNessuna chiamata di soccorso — non conformità immediataModulo GSM autonomo, validato dal manutentore
Allarme e telesorveglianzaNessuna trasmissione alla centrale operativaGSM o IP secondo il contratto di vigilanza
POS in composizione telefonicaNessuna autorizzazione di pagamentoSostituzione con POS IP o 4G
FaxNessun invio né ricezioneFax over IP o fax dematerializzato
TeleassistenzaNessun allarme trasmessoApparato GSM, validato dal fornitore
AffrancatriceNessuna ricarica da remotoCollegamento di rete IP
Badge, rilevatore presenze, automazioneNessuna teleraccolta né telemanutenzioneAggiornamento IP o gateway
Citofono, cancelloNessuna chiamata in entrata sull’internoAdattatore ATA o modulo GSM

Una migrazione dal rame non si prepara nel locale tecnico. Si prepara girando l’edificio, presa per presa.

Per gli apparati legati alla sicurezza delle persone — ascensori, allarmi antincendio, teleassistenza — vale una regola semplice: privilegia una soluzione che non dipenda dalla connessione internet della sede. Un ascensore la cui linea di emergenza passa dalla stessa fibra dell’ufficio smette di allertare esattamente quando la sede ha un problema generale. E fai validare ogni scelta dal manutentore dell’apparato, non dal tuo operatore telefonico: la conformità normativa, non la comodità telco, è ciò che governa questi impianti.

Il piano di migrazione in 6 passi

01

Datare ogni sede

1 giorno

Per ogni stabilimento, rileva il comune, verifica lo stato della centrale di riferimento e annota la data prevista. Ottieni un ordine di priorità che spesso non è quello atteso: non parte la sede centrale, parte quella nel lotto più vicino.

02

Inventariare fisicamente le prese

1 settimana

Gira i locali ed elenca tutto ciò che è collegato a una presa telefonica, compresi locali tecnici, vani ascensore e magazzini. Per ogni apparato: a cosa serve, chi lo manutiene e se il fermo è un problema di comfort o di sicurezza.

03

Verificare la connessione di ogni sede

2-3 giorni

La voce su IP richiede poca banda ma molta regolarità. Controlla la banda in upload nelle ore di punta e la possibilità di dare priorità al traffico voce. Una sede ancora in ADSL rende la sua migrazione in fibra il prerequisito di tutto il resto.

04

Scegliere la soluzione di destinazione

1-2 settimane

Centralino in cloud nella grande maggioranza dei casi, IP-PBX con trunk SIP se lo impone un vincolo di sovranità o una connettività difficile. Il confronto è nella nostra guida al centralino telefonico aziendale.

05

Trattare gli apparati accessori

2-4 settimane

Un interlocutore per apparato: il manutentore dell’ascensore, l’istituto di vigilanza, la banca per il POS. Sono conversazioni lente: devono partire presto e in parallelo, non dopo.

06

Portare i numeri, testare, passare

2-3 settimane

Richiesta di portabilità, configurazione in doppio, test di ogni percorso, poi passaggio. Non disdire mai il vecchio contratto prima che la portabilità sia effettiva.

Quanto costa, e perché spesso è un risparmio

La voce ricorrente scende quasi sempre. Un impianto analogico o ISDN somma canoni di linea, un contratto di manutenzione del PBX e traffico fatturato a consumo. Un centralino in cloud sostituisce tutto con un canone unico per utente, tra 12 e 35 € al mese secondo il livello di funzionalità, con le chiamate verso fissi e mobili nazionali generalmente incluse.

I costi reali della migrazione sono puntuali e ben identificabili:

  • Adattatori e moduli GSM per gli apparati analogici conservati: da qualche decina a qualche centinaio di euro per apparato.
  • Adeguamento della connessione sulle sedi ancora in ADSL.
  • Tempo interno: inventario e collaudo, qualche giornata-uomo secondo il numero di sedi.
  • Telefoni IP, solo se li vuoi: il softphone basta per la maggior parte degli utenti.

I 5 errori che trasformano una migrazione in un incidente

  1. Aspettare la lettera dell’operatore. Il preavviso esiste, ma arriva a un indirizzo amministrativo e si perde. Verifica tu stesso la situazione delle tue sedi, oggi.
  2. Trattare solo la sede centrale. Le sedi secondarie — depositi, filiali, officine — sono quelle che portano gli apparati critici e che nessun reparto IT visita mai.
  3. Disdire prima della portabilità. Il numero torna nel pool e diventa irrecuperabile. È irreversibile.
  4. Lasciare l’ascensore per ultimo. I tempi di intervento di un manutentore di ascensori si contano in settimane, a volte in mesi. È il percorso critico del progetto, non una rifinitura.
  5. Migrare la telefonia senza verificare la rete. Una fibra satura o un router senza priorità sul traffico voce produce interruzioni che tutti attribuiranno al VoIP, a torto.

Cosa portare a casa

Lo switch off della rete in rame non è un progetto tecnico difficile. È un progetto di inventario, con una scadenza che è tua e un percorso critico che non passa dal telefono ma dagli apparati che nessuno guarda.

L’ordine è sempre lo stesso: datare le sedi, girare le prese, verificare la rete e solo dopo scegliere la soluzione. Le aziende che vivono male questa migrazione sono quelle che hanno cominciato dall’ultimo passo.

E se l’argomento ti porta a rivedere a fondo la telefonia, la guida alla telefonia VoIP per le aziende raccoglie i requisiti di rete, i costi reali e la checklist completa di attivazione.

Charles Baldet

Autore

Charles Baldet

CEO e cofondatore, Skipcall

Charles è CEO e cofondatore di Skipcall. Commando delle vendite con oltre 10 anni di esperienza nel SaaS B2B e nei conti strategici complessi, ha chiuso grandi accordi con Stellantis, SNCF, RATP e Natixis. Specialista delle metodologie PUCCKA e MEDDIC, Charles insegna regolarmente vendite presso l'incubatore di HEC e la Sorbonne. È stato classificato tra i 10 migliori business angel under 35 da Les Echos nel 2020. Ha anche cofondato Getalead (agenzia di vendita B2B) e Getlab (studio SalesTech).

FAQ

Domande frequenti

È la dismissione progressiva delle centrali telefoniche in rame, sostituite da fibra FTTH e, dove la fibra non arriva, da tecnologie radio fisse. È partito il 25 maggio 2024 con le prime 62 centrali in 54 comuni di 11 regioni e prosegue secondo il piano FiberCop approvato dall'AGCOM con la delibera 123/25/CONS. Alla chiusura della tua centrale, una linea rimasta analogica o ISDN smette semplicemente di funzionare.
Non esiste una data nazionale, ed è ciò che inganna tutti. La dismissione avviene centrale per centrale: oltre 1.300 centrali autorizzate entro fine 2025, circa 6.700 entro il 2028, con un orizzonte di piano al 2030-2031. L'unica data che ti riguarda è quella della tua centrale. Verificala per ogni sede: due stabilimenti della stessa azienda possono ricadere in lotti distanti anni.
No, e questo è il punto più frainteso. La dismissione riguarda l'infrastruttura, non il contratto. Se il servizio di un operatore alternativo viaggia sul doppino di una centrale in chiusura, la migrazione è obbligata comunque. Verifica quindi le tue sedi anche se il tuo fornitore non è TIM.
Tutto ciò che è collegato a una presa telefonica analogica: fax, POS in composizione telefonica, allarmi e sistemi di telesorveglianza, combinatori di emergenza degli ascensori, affrancatrici, badge e rilevatori di presenza, automazioni industriali, telemanutenzione, citofoni e cancelli. Questi apparati non avvisano di essere fuori uso: lo si scopre il giorno in cui servono. È la voce più sottovalutata di ogni migrazione.
No. I numeri non spariscono con il rame: cambia la tecnologia di trasporto, non la numerazione. La portabilità è un diritto regolato e vigilato dall'AGCOM. L'unico modo di perdere un numero è disdire il vecchio contratto prima che la portabilità sia completata.
Per i clienti coinvolti dalla dismissione, il passaggio previsto dall'AGCOM è gratuito sul piano dell'accesso. I costi reali sono altrove e sono puntuali: gli adattatori o i moduli GSM per gli apparati analogici conservati, l'eventuale adeguamento della connessione internet e il tempo interno di inventario e collaudo. Sul canone di telefonia, il passaggio a un centralino in cloud fa quasi sempre scendere la spesa ricorrente.

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